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Caffè e Salute
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RENI E RESPIRO
Un'azione di stimolo si esplica sui reni, facilitando la produzione di urina: chi beve molto caffè avverte più degli altri il bisogno di urinare. Nessuna modificazione viene invece indotta sulla frequenza del respiro.
CAFFÈ E STOMACO
Sul sistema digerente, l'effetto più eclatante è rappresentato dalla stimolazione (diretta e per via nervosa) della secrezione acida da parte dello stomaco. Il che, da un punto di vista generale può essere considerato un fatto positivo nei riguardi della funzione digestiva. Va tenuto però presente che le persone sofferenti di disturbi gastrointestinali (gastriti, ulcera peptica), dovuti ad eccessiva secrezione gastrica, dovrebbero, proprio per questa ragione, limitare l'uso del caffè. Va d'altronde considerato che la secrezione gastrica viene stimolata anche da altre bevande, come il tè, la birra, il latte, i soft drink.
Secondo le più recenti vedute farmacologiche la stimolazione della secrezione gastrica dipenderebbe solo in minima parte dalla caffeina, ma sarebbe piuttosto da correlare all'azione dei prodotti della torrefazione, ai quali è dovuta tra l'altro la riduzione (o la soppressione) del senso di fame che si può ottenere bevendo il caffè a digiuno.
D'altra parte recenti studi non hanno confermato il supposto rapporto intercorrente tra il consumo di caffè e l'insufficienza del cardias (lo sfintere muscolare che segna il passaggio tra l'esofago e lo stomaco), causa di bruciori esofagei. È invece dimostrato che, in virtù del suo sapore amarognolo, il caffè stimola la produzione di saliva (favorendo così la "prima fase digestiva" che avviene nella bocca), la secrezione di bile e la motilità intestinale: cioè subito dopo mangiato, una tazzina di caffè favorisce la digestione, in quanto attiva alcuni meccanismi del tratto digerente.
Ulcera peptica
Il Dottor Ronald Prineas nel 1980 ha esaminato questo problema col sistema delle fasce di età. Sono stati controllati 7.311 soggetti tra i 35 e i 57 anni, suddivisi in 7 gruppi, dai non consumatori ai consumatori di 11 tazze di caffè al giorno. Il primo gruppo, quello dei non consumatori , ha raggiunto il 3,1% di malati di ulcera e coloro che risultano regolari consumatori di caffè, fino a 7-8 tazze al giorno, risultano colpiti dall'ulcera per il 3,2%. Nei consumatori di alte dosi di caffè, da nove tazze in su, la percentuale di sofferenti di ulcera gastrica saliva al 5%.
CAFFÈ E GRAVIDANZA
Anche quando si allatta si può continuare a bere caffè. Si è visto infatti che nel latte delle nutrici che bevono caffè la caffeina raggiunge il tasso massimo dopo circa 1 ora. La sua concentrazione dipende dal tenore dei grassi del latte ed il lattante ne assorbe solo dallo 0,06 al 1,5%. Pertanto non v'è alcuna ragione di proibire l'uso moderato di caffè durante l'allattamento.
Uno degli argomenti favoriti del partito anti-caffè era quello secondo cui l'assunzione di caffè durante la gravidanza potesse provocare disturbi al buon andamento della gestazione e allo stesso nascituro. C'è voluto uno studio su ben 12.208 donne incinte per invalidare completamente questa ipotesi. Il caffè non è correlabile né a una gestazione più breve, né ad un basso peso neonatale, (Linn et al.: No Association between Coffee Consumption and Adverse Outcomes of Pregnancy, N. Engl. J. Med. 306, 1982).
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